Legge elettorale, un passo avanti

Come è noto la nuova legge elettorale è stata votata nella giornata di giovedì 27 febbraio dal Consiglio Regionale, con il voto favorevole del gruppo dei Federalisti Progressisti – Partito Democratico .

Si tratta di un segnale politico forte, rispetto ad una legge elettorale con la preferenza unica che non piaceva a nessuno e che aveva dimostrato limiti evidenti.
Ora si andrà a votare con le 3 preferenze (comprensiva di quella di genere), così come nel sistema elettorale dei comuni valdostani, in coerenza con il fatto che le 2 elezioni si svolgeranno lo stesso giorno.

Abbiamo sostenuto dal primo giorno che sul tema delle riforme non vanno contrapposti le esigenze delle singole forze politiche ma trovato un serio punto di mediazione.

Assieme alla riforma della legge elettorale il Consiglio Regionale ha approvato un ordine del giorno che impegna politicamente la prima Commissione, a elaborare una specifica proposta di legge finalizzata a garantire la presenza di entrambi i generi all’interno della Giunta Regionale. Andrà concretizzata nei prossimi mesi.

Si tratta di un significativo passo in avanti nella direzione giusta. La modernizzazione delle regole con cui si vota e l’introduzione di norme consente un passo in avanti verso la parità di genere nelle assemblee elettive e negli organi esecutivi, così come successo nei comuni valdostani a partire dal 2014.

Spiace non essere potuti arrivare alla soglia dei 24 voti. Ma ogni tanto si sa la politica (soprattutto a ridosso delle elezioni) non dà il meglio di se. E spiace soprattutto constatare che le forze alla nostra sinistra hanno votato contro questa legge. Non sarà la migliore legge possibile, ma introduce elementi positivi e quindi votare contro significa mantenere lo status quo. A forza di fare i rivoluzionari non si cambia nulla.

Ora potrebbe scattare il referendum popolare per la conferma o meno della legge. Si tratta di un’iniziativa annunciata dalla destra che potrebbe vanificare questo sforzo promosso da più forze politiche e fortemente voluto dal PD.

Insomma una tenaglia da destra e da sinistra. Una convergenza di intenti che non si capisce e preoccupa. Il tutto per non cambiare nulla.
È proprio vero che tra il rischio di una destra autoritaria da una parte e di una sinistra velleitaria dall’altra, stare in mezzo non è semplice. Ma alla fine l’area del buonsenso (che non è sempre un’area facile da spiegare) è quella che fa bene ai cittadini e alle cittadine valdostani e la legge elettorale ne è l’esempio lampante.

Lascia un commento