Un Governo al di sopra delle regole

Un Governo al di sopra delle regole che pare interessino a tutti tranne ai componenti dell’esecutivo Meloni.

Il rinvio a giudizio del Ministro al Turismo Santanchè passa quasi come un fatto secondario. Ed invece noi siamo assolutamente d’accordo con la nostra segretaria Elly Schelin che dice: “La premier non può più continuare a far finta di niente. Lei, che quando era all’opposizione chiedeva le dimissioni per molto meno, ora che fa? Cambia idea anche su questo? Una Presidente del Consiglio non può usare due pesi e due misure, soprattutto verso gli amici che lei ha voluto al governo e per cui adesso è politicamente responsabile. Il processo farà il suo corso per accertare se è colpevole, ma quando le accuse sono così gravi chi ricopre le più alte cariche istituzionali deve fare un passo indietro.”

Già proprio così, nessun passo indietro sull’essere garantisti, ma al tempo stesso esiste il tema dell’opportunità.

Lo stesso tema che investe la premier indagata per peculato e favoreggiamento personale per la questione del generale libico Almasri. La risposta di un primo ministro all’altezza sarebbe: “mi difenderò nelle sedi opportune.”

Ed invece inizia il piagnisteo contro le toghe, le teoria dell’essere accerchiata, qualcosa che rasenta il complottismo. Ma davvero sono tutti comunisti i giudici. Ma davvero i giudici che dicono no alla separazione delle carriere e a una riforma costituzionale che indebolirebbe l’ordine giudiziario e che hanno protestato nei 26 distretti delle Corti d’Appello in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario sono tutti di sinistra?

Sapete come si difende una giustizia per tutti? Efficientando un sistema farraginoso, assegnando fondi e risorse.

Solo pochi giorni fa la Procura di Aosta ha ricordato che su 30 dipendenti amministrativi previsti, in servizio ce ne sono 14 (il 53% in meno) e altri 3 se ne andranno tra poco. E non sono previsti concorsi. Un allarme lanciato nel mese scorso dagli avvocati valdostani.

Tutti di sinistra? Tutti contro questo governo? Eh no, la verità è che il grado di civiltà di un paese si misura anche su un tema come questo. Garantire a tutti un sistema della giustizia che funzioni. Si facciano azioni concrete, si abbandoni il patriottismo di facciata.

Le menzogne di questo governo finalmente stanno venendo a galla, purtroppo un gioco al ribasso sulla pelle degli italiani.

Lettera del Segretario

Governare questo Paese è complesso e costa fatica, ed invece ancora oggi dopo anni di Governo Meloni assistiamo ad una narrazione per cui va tutto bene. Viviamo nel Paese delle meraviglie.

La verità è però tutt’altra. Facciamo qualche esempio.

Sono finora 3.312 le persone migranti sbarcate sulle coste da inizio anno. Nello stesso periodo dello scorso anno furono 1.420. Un dato drammatico che richiederebbe una seria politica sul tema dell’immigrazione ed invece? E invece assistiamo di nuovo alla pantomima dei centri albanesi, con una nave con a bordo 49 persone (tra cui 2 minori) che simbolicamente ci racconta che il problema è risolto. E non è così nella speranza che questa destra pericolosa ci risparmi le immagini dei rimpatri negli Stati Uniti di Trump, con persone legate con catene che ci raccontano i peggiori incubi della storia.

Dal punto di vista dell’economia per il 22esimo mese di fila è diminuita la produzione industriale. Lo certifica l’ISTAT, non è un’opinione di qualcuno. E a fronte di questo dato che dovrebbe suscitare un dibattito serio il governo taglia del 75% il fondo destinato all’automotive sancendo la morte di un settore industriale come quello dell’auto che ha fatto la storia di questo Paese. Per rilanciare il sistema paese non bastano le comparsate con Elon Musk. Serve una politica industriale seria.

Sul tema della sanità forse il dato e l’atteggiamento più preoccupanti. Gli stanziamenti per il Fondo sanitario nazionale diminuiscono fino a scendere sotto il 6% del PIL entro tre anni. A dire che si tratta di una politica sbagliata i sindacati, ma anche la Fondazione Gimbe e l’ISTAT. Non un giudizio di parte ma una preoccupazione generalizzata per una politica che mette a dura prova il sistema paese. Ma ancora una volta tutto bene, con politica di progressivo abbandono della sanità pubblica, a vantaggio di quella privata. L’idea di una sanità fatta di privati e di assicurazioni. Per chi ce la fa bene, per gli altri tanti auguri.

Tre esempi per dire che siamo preoccupati. I dati ci raccontano di un abbandono totale di politiche di salvaguardia dell’occupazione e del sistema paese. Urge una risposta ferma, un’assunzione di responsabilità di tutti per contrastare queste politiche. Non bastano le gite fuori porta da Trump per celare un disastro in corso. Ci vorrebbe invece un Governo che si occupi dell’Italia.

Consiglio Comunale: Giornata della Memoria, nuove pietre d’inciampo

Nella giornata di martedì 28 gennaio 2025 il Consiglio Comunale di Aosta ha preso l’impegno di implementare le pietre d’inciampo nella città. Ad oggi ne è presente solo una davanti alla Questura della città, dedicata a Camillo Renzi.

Il Consiglio Comunale ha proposto la posa delle nuove pietre in luoghi importanti della città per far sì che la memoria si mantenga viva e per consentire alle nuove generazioni, e non solo, di non dimenticare gli orrori e i crimini del nazifascismo. IlJardin de l’Autonomie, dove oggi sorge l’Università della Valle d’Aosta un tempo vi era la caserma da dove molti giovani militari e ufficiali sono stati deportati.

Un dibattito ampio e condiviso contro le discriminazioni, i crimini d’odio, l’intolleranza… in una realtà storica in cui purtroppo continuiamo a sentire parlare di deportazioni, lager e genocidio. Il quadro geopolitico internazionale infatti non ci rassicura, date anche le immagini e le parole uscite dalla Casa Bianca in cui si parla esplicitazione di deportazione in riferimento agli immigrati. Se parliamo di Israele e Palestina non possiamo tenere conto delle scelte di Netanyahu e dei crimi di guerra di cui si è macchiato.

A 80 anni dell’apertura dei cancelli di Auschwitz del 27 gennaio 1945 la storia sembra essere stravolta, e chi doveva presenziare alla celebrazione della memoria in rappresentanza di un popolo oppresso non era presente, ma non lo era neanche chi doveva rappresentare quell’armata rossa che arrivava da est a liberare i campi. Angoscia che solo 80 anni dopo, entrambi i rappresentanti dei due Paesi siano accusati di crimini di guerra e contro l’umanità e penda su di loro un mandato di cattura internazionale.

Per consentire la memoria nella città di Aosta i gruppi di maggioranza, con il sostegno dei gruppi di minoranza, si sono impegnati ad avviare l’iter per consentire la posa di nuove pietre d’inciampo e aumentare così l’ampiezza del più grande monumento diffuso del mondo ideato dall’artista tedesco Gunter Demnig.

Comunicato stampa: riforma della legge elettorale

La riforma della legge elettorale rappresenta un punto qualificante del programma di maggioranza di questa legislatura.

Il superamento dell’attuale sistema di voto è ormai unanimemente riconosciuto come una priorità, in attesa dell’appuntamento elettorale del settembre 2025.

Il PDVDA perseguirà questo obiettivo nell’unica sede deputata, vale a dire il Consiglio Regionale. A tal proposito nel corso del 2023 il gruppo dei Federalisti e Progressisti ha presentato una propria proposta di legge che contiene indicazioni precise, anche al fine di stimolare il dibattito.

Si ricordi come la proposta del Gruppo condivisa con il PD prevede per sommi capi:
• un sistema che garantisca la stabilità di governo;
• l’introduzione della doppia preferenza di genere per garantire la presenza di ambo i sessi;
• la presenza di entrambi i generi in Giunta Regionale;
• l’estensione dell’elettorato passivo a 18 anni.

È chiaro come su un sistema di riscrittura delle regole del gioco sia necessaria un’ampia condivisione per promuovere un più efficace sistema di voto. Infine, è del tutto evidente che, alla luce dell’election day (elezioni regionali ed elezioni comunali), serva un ragionamento su come uniformare entrambe le elezioni.
In questo senso il PDVDA, così come è successo in questi anni, perseguirà l’obiettivo fino all’ultimo giorno utile, sollecitando però una conclusione della questione in tempi rapidi.

Infatti, la riforma elettorale non può più attendere perché serve a chiarire il quadro per consentire ai partiti e ai movimenti di sviluppare ragionamenti compiuti in attesa del doppio appuntamento elettorale di settembre.
Poiché per noi gli elementi più importante di questa riforma sono l’introduzione della preferenza di genere e la rappresentanza di entrambi i generi in Giunta, come sollecitato da più parti, tra cui la Consulta regionale per le Pari Opportunità e le Donne Democratiche, il Partito chiede, per il tramite del Gruppo dei FP-PD, un’assunzione di responsabilità di tutti perché approdi in aula un testo di riforma entro il mese di febbraio.

Lettera del Segretario: verso il 2025

Ci aspetta un anno impegnativo con un doppio appuntamento elettorale (elezioni regionali ed elezioni comunali).

Il 2025 si presenta come un anno complesso a fronte di una situazione politica in continua evoluzione. Non si illuda chi crede che la destra anche in questa regione non avrà un buon risultato elettorale. Anche in VDA soffia quel vento, e non bastano le riorganizzazioni interne a molte forze politiche. Il problema è tutto politico e come tale va affrontato. Per queste ragioni il PD VdA sta costruendo un programma che parte da un processo partecipativo aperto ai votanti delle primarie e a numerosi attori che operano in questa regione.
Con questa bozza di programma ci confronteremo con le forze politiche di centro sinistra per immaginare un’unità di intenti su temi strategici: la difesa della sanità pubblica (e più in generale di un sistema di welfare che garantisca le fasce più deboli), la difesa del territorio per il tramite di una serie di declinazioni che garantiscano un ecosistema fragile, e l’idea di uno sviluppo futuro che tenga dentro ragionamenti su turismo, agricoltura e industria. Un confronto che vada oltre le sigle, che non parta sempre e solo dai temi più divisivi, che metta fine ad una fase di questioni per lo più personali. Solo così potremo essere credibili a fronte di molte forze politiche avversarie che sui grandi temi del futuro dicono poco o nulla.
Certo è che ci vuole una cultura di governo, non perché obbligatoriamente si debba governare a tutti i costi, ma perché quello è l’obiettivo. Per questa ragione chi già oggi si tira fuori immaginando una sinistra di lotta, marginale e anche culturalmente minoritaria sbaglia. Non fa bene a nessuno. Servirà invece ad aprire le porta a questa regione a un governo delle destre che sta già dimostrando a livello nazionale l’inadeguatezza nel governare questa fase complessa del Paese. Basti pensare che le pensioni minime aumenteranno di meno di 2 euro al mese. Sono finiti i tempi in cui si urlava contro le accise o in cui si diceva che la riforma Fornero andava cancellata. Nulla di tutto ciò è stato fatto.
E allora almeno in questa regione proviamo a evitare che succeda qualcosa che non ci piace. Per questa ragione serve senso di responsabilità da parte di tutti. Non ci tireremo indietro da questo tentativo unitario che ha pagato anche in altre regioni. Lo faremo fino all’ultimo, consapevoli che è l’unica soluzione per mantenere vivo un centro sinistra valdostano, che al netto di letture tragiche della situazione attuale che come PD VdA non condividiamo, ha saputo dare in queste anni risposte efficaci alla nostra regione.

Comune di Aosta: si investe in cultura

Se a livello nazionale il governo Meloni ha deciso di investire meno nella cultura, forse perché sono ancora fermi alle affermazioni di Tremonti “con la cultura non si mangia”, il Comune di Aosta continua ad aumentare la voce di bilancio proprio nella cultura, perché crede fermamente nella crescita dei propri cittadini e delle proprie cittadine. La città ha saputo restituire un’offerta culturale che è cresciuta con gli anni e si rivolge a tutte le fasce d’età. In questi anni di legislatura sono stati creati nuovi eventi, ne sono stati riattivati altri e potenziati altri ancora. Questa legislatura ha fatto ripartire Enfanthéatre, allargando l’utenza non solo all’infanzia ma anche alla pre-adolescenza e adolescenza.  Consentendo ai più giovani di accedere al teatro gratuitamente.

La voce di bilancio in crescita alla voce cultura è la dimostrazione che questa maggioranza crede fermamente nel valore della cultura e la cittadinanza sta rispondendo positivamente all’offerta, non solo teatrale, ma anche partecipando ad altri eventi come Letture Altre, Riverberi, La grande invasione, Festival della città diffusa, ecc. Proposte culturali che hanno consentito di scoprire e/o riscoprire luoghi della città, portando la cultura anche in luoghi insoliti (come il parking de la ville).

La co-progettazione del Teatro Giacosa ha riportato il teatro e il cinema in città, consentendo di avere un’offerta plurale. La co-progettazione ha consentito inoltre una rinascita dell’ormai ex Cittadella, oggi Plus. L’offerta di Plus non è più solo all’interno dei locali di via Garibaldi, ma in tutto il territorio cittadino e non solo, l’offerta infatti coinvolge anche gli altri comuni valdostani che consente una rete su tutto il territorio regionale.

Ricordiamo anche la grande eredità legata al dossier Aosta Capitale della Cultura e il 2050° compleanno di Aosta che si festeggerà il 21 dicembre 2025 e i cui investimenti sono partiti già nel 2022, non alla vigilia delle elezioni.

In ultimo, ma non per importanza, il Café du Théatre che è parte della co-progettazione che ha ripreso le sue attività andando oltre la semplice gestione, ma ha portato l’inclusione dando un valore aggiunto consentendo di portare avanti progetti di vita indipendente per persone con disabilità.

Consiglio Comunale: votato il bilancio

Il bilancio di previsione e il Dup – documento unico di programmazione per il triennio 2025/2027 del Comune di Aosta è stato approvato, durante la sessione del Consiglio comunale del 18 dicembre. Dopo un lungo e acceso dibattito il documento è stato licenziato con 19 voti a favore, 1 astenuto e 6 voti contrari.
Si tratta dell’ultimo bilancio di previsione della consiliatura targata Nuti/Borre ed è frutto di un risultato che conferma l’ottimo lavoro della maggioranza autonomista e progressista che amministra la città di Aosta, che sancisce una politica seria, prudente e coraggiosa.
La visione della città si conferma ancora una volta attenta allo sviluppo, alla partecipazione e alla crescita. Particolare attenzione alla coesione e all’inclusione sociale con precisi impegni che ci collocano sempre più vicini alle fasce più deboli, in particolare gli anziani.
La priorità è garantire servizi sociali di qualità e in quantità adeguate, ma allo stesso tempo guardando al futuro con investimenti legati alla digitalizzazione e alla sostenibilità ambientale.
Il lavoro svolto fino adesso, porterà a conclusione i forti investimenti in opere e
infrastrutture che hanno interessato le periferie di Aosta. Un’opportunità che grazie ai fondi PNRR – Piano Nazionale di sviluppo e resilienza – ha permesso di finanziare numerosi progetti, a cominciare dall’inaugurazione dell’asilo nido del quartiere Dora, che permetterà di aggiungere altri 24 posti. Un segnale di forte sostegno alla genitorialità.
Ma non solo, tutte le opere di riqualificazione del Quartiere Cogne e l’inizio
dell’abbattimento dei “grattacieli”, daranno nuovo lustro ad un’altra zona storica di Aosta.
La città continua e continuerà ad essere teatro di importanti eventi in grado di attirare i cittadini confermandola come meta turistica.
Infine, grande soddisfazione viene espressa dai consiglieri del Partito democratico della Valle d’Aosta per l’attenzione che verrà posta alla tutela dei diritti e della solidarietà anche per il 2025 e ritengono, in particolare, fondamentale aver approvato questo bilancio entro fine dicembre e permettere la piena operatività amministrativa fin dai primi giorni dell’anno.

Lettera del Segretario

Le vittorie in Emilia Romagna e in Umbria ci spiegano una cosa piuttosto semplice. Un programma innovativo, la difesa di caposaldi come la sanità pubblica, la transizione ecologica, un modello di sviluppo che innovi e la proposta di 2 candidati solidi come Michele De Pascale e Stefania Proietti fanno la differenza. Un rapporto chiaro e schietto con la popolazione fatto di molti incontri per spiegare e condividere un’idea, un futuro.
È quello che faticosamente stiamo provando a fare in Valle d’Aosta, dove abbiamo riservato parecchie energie alla costruzione di una bozza di programma che verrà presto condiviso con gli iscritti e con chi avrà voglia di ragionare con noi. Non si tratta di un esercizio di stile, ma si tratta di costruire un patto che preceda il momento elettorale che offra garanzie. E chi già oggi si sfila da questo ragionamento sbaglia, così come chi pensa che il PD possa vivere di autosufficienza. Già ora le esperienze amministrative più grandi a cui il PD partecipa ci spiegano come o il fronte è ampio, e in alcuni casi pure molto articolato nella sue differenziazioni, oppure il rischio è quello di sdoganare ed accreditare una destra (perché di centro resta proprio poco) che anche in questa Regione e nei nostri comuni importerebbe modello politici e amministrativi divisi e molto poco efficaci.
Non ci interessano le formule, ma siamo convinti che questo fronte comune esista e si debba concretizzare. Lo chiederemo ai nostri alleati e cercheremo in tutti i modi di renderlo più corposo. I no pregiudiziali, infarciti quasi sempre di questioni personali non ci convincono. Ci convince invece un dialogo costruttivo con tanti. Non per fare un fronte comune contro qualcuno, ma per marcare le assolute differenze con una destra già malconcia. Perché si contrappongono 2 idee distinte di società e di paese che abbiamo l’onere di spiegare che esiste ancora un paese aperto, solidale, innovativo che non divide ma che cerca di tenere assieme tutti.

Consiglio comunale: 25 novembre, Giornata internazionale contro la violenza sulle donne

La Giornata internazionale contro la violenza sulle donne si celebra il 25 novembre, perché il 25 novembre del 1960 in Repubblica Domenicana sono state torturate e uccise le sorelle Patria, Maria Teresa e Minerva. La loro “colpa” è stata quella di impegnarsi nell’attivismo politico denunciando gli orrori e crimini della dittatura del proprio Paese. Soprannominate sorelle “Mariposas”, ovvero farfalle che si sono ribellate e la loro morte ha sollevato una presa di consapevolezza a livello mondiale sulla cultura maschilista e patriarcale che non tollerava di riconoscere alle donne l’occupazione di uno spazio pubblico e politico.

Le scarpe rosse, invece, arrivano dal Messico grazie all’artista Evelina Chavet per ricordare le vittime di violenza di femminicidio, tra le quali anche la sorella morta a 20 anni per mano del marito. Per questo il rosso è il colore del 25 novembre e di molte panchine, compresa quella del comune di Aosta.

Nel nostro Paese i dati sono allarmanti. Al 17 novembre nel 2024 sono 98 le donne uccise da un uomo, di queste 84 sono state uccise in ambito famigliare. Sono femminicidi. E’ bene ricordare che il termine femminicidio che non indica il sesso della persona morta, ma il motivo per cui è stata uccisa. Le vittime sono state uccise in quanto donne.

Le discriminazioni di genere avviene in molti ambiti, è un problema culturale generalizzato, presente in ogni momento della quotidianità. In Italia le donne guadagnano in media il 10,7% in meno degli uomini, simbolicamente dal 15 novembre al 31 dicembre è come se le donne lavorassero gratis. Il 59,7% dei laureati in Italia sono donne e con voti mediamente più alti. Dato che cambia se parliamo del mondo del lavoro. Nel 2022 ben 44.699 madri hanno lasciato il proprio lavoro dopo la nascita di un figlio. E questo si collega alla violenza economica, una violenza invisibile. Una donna senza lavoro non è autonoma e quindi più a rischio. Il 15% delle donne italiane non ha un conto intestato a suo nome. La dipendenza economica mette le donne in posizione di svantaggio e di conseguenza a rischio di subire violenza psicologica.

E’ necessario educare uomini e donne, bambini e bambine, per far si che il 64% delle donne che oggi subiscono violenza fisica o sessuale dal partner diventi consapevole di essere vittima di un reato. Educare serve a far comprendere agli uomini che un NO deve essere un NO. Per un 1 adolescente su 3 le ragazza dicono No, ma vorrebbero dire SI. Sulla giovane età l’allarme è forte. Il Centro Donne Antiviolenza della Valle d’Aosta ha registrato 61 nuovi accessi e più volte ha sottolineato come l’età si sia abbassata.

Tanto si sta facendo, tanto si deve ancora fare. La Consulta alle Pari Opportunità del comune di Aosta ha lavorato molto in questi anni per far comprendere, per approfondire, per conoscere il tema. Educare gli adulti è importante, ma lo è altrettanto per i giovanissimi e il Partito Democratico continua ad auspicare un’educazione affettiva e sessuale nelle scuole.

Qui l’ODG – 25 novembre votato in consiglio comunale il 28 novembre 2024.

PD VdA: verso le elezioni 2025

Il Partito Democratico della Valle d’Aosta ha avviato, ormai da qualche mese, un percorso di riflessione e discussione per prepararsi alle elezioni regionali del prossimo anno. 

Il primo passo di questo percorso è stata la realizzazione di un questionario, diffuso in estate proprio tramite la nostra newsletter, nel quale abbiamo chiesto di indicarci le priorità e le principali criticità che è necessario affrontare per sviluppare una proposta di Governo solida e articolata.

Un grande “grazie!” va quindi a chi ha risposto al questionario, permettendoci di individuare i temi su cui concentrarci. La netta maggioranza di voi ha indicato la sanità come primo punto di attenzione. Le altre grandi questioni segnalate sono state la transizione ecologica, la scuola e la lotta alla povertà e alle disuguaglianze. Saranno temi centrali nel programma che presenteremo per le prossime elezioni regionali.

Parallelamente all’analisi del questionario, abbiamo realizzato una serie di lunghe interviste alle elette e agli eletti in Regione e nel Comune di Aosta. Abbiamo così approfondito il lavoro svolto dal PD in questi anni, discusso le sfide strategiche che attendono la Valle d’Aosta nel futuro e approfondito i temi emersi dal questionario.

Inizia ora il secondo passo di questo percorso, nel quale vogliamo allargare la discussione. Organizzeremo infatti una serie di incontri ispirati ai principi della democrazia partecipativa, che abbiamo chiamato “ateliers d’idées”. 

Gli ateliers d’idées sono infatti momenti di confronto, che si sviluppano a partire da 3/4 domande su un tema specifico e seguono alcune regole utili a rendere la discussione partecipata ed efficace: in particolare tutte e tutti hanno la possibilità di parlare, con lo stesso tempo di parola (massimo 5 minuti). Per permettere un confronto autentico, la discussione avviene a piccoli gruppi (circa 15 persone), coinvolgendo sempre persone non iscritte al Partito Democrtico, ma interessate a sviluppare insieme a noi una riflessione sul futuro della Valle d’Aosta.

Nel weekend del 23 e 24 novembre abbiamo fatto un esperimento, organizzando i primi 2 ateliers d’idées. Tanti altri ne organizzeremo a partire da gennaio, vi faremo avere presto notizie!