Consiglio Comunale Aosta: normativa UE e violenza di genere

Il Consiglio comunale di Aosta è tornato a parlare di violenza di genere e di violenza domestica. Questa volta lo fa presentando un’iniziativa che intende rivolgersi direttamente all’Unione Europea, in particolare alla Commissione Europea.

La proposta di Direttiva COM 105/2022/0066 adottata dalla Commissione l’8 marzo 2022 contiene in maniera puntuale l’obiettivo di combattere efficacemente la violenza contro le donne e la violenza domestica in tutta l’Unione. Finalmente viene dedicata una legislazione specifica in materia.

Le interlocuzioni interistituzionali dell’Unione Europea, che avrebbero portato all’approvazione definitiva, hanno però registrato numerosi disaccordi, a causa dell’ostruzionismo della Polonia e dell’Ungheria. Il tentativo di mediazione promosso dalla Presidenza Belga ha invece ottenuto un effetto contrario, cioè quello di peggiorare il dettato normativo e ha scatenato disapprovazione tra le organizzazioni sindacali e le associazioni che si battono a difesa dei diritti umani. Con la proposta belga si svuota il testo iniziale, viene stralciato l’articolo 5 che definisce lo stupro rapporto sessuale senza consenso, verrebbero eliminati reati penali contro la mutilazione genitale, la sterilizzazione forzata e le molestie sessuali, rimodulando l’articolo 6 della Direttiva.

Tutte proposte che non ci soddisfano e che ci hanno spinto a manifestare la nostra contrarietà a tale proposta, ritenuta peggiorativa e non in grado di fornire adeguata tutela e protezione alle vittime di violenza di genere e di violenza domestica.

Consiglio comunale Aosta: unanimità per chiedere il voto fuori sede

Nella mattinata di mercoledì 21 febbraio 2024 il Consiglio comunale di Aosta ha approvato all’unanimità l’Ordine del Giorno “accesso al voto presso il comune di domicilio per studenti/sse e lavoratori/rici fuori sede“.

I consiglieri comunali del Partito Democratico hanno trovato accoglimento della loro proposta prima all’interno del gruppo, poi di tutte le forze politiche, di maggioranza e opposizione, per sollecitare i Senatori affinché si possa finalmente concedere il diritto di voto a coloro che vivono fuori sede.

Se l’art.48 della Costituzione prevede che il diritto di voto sia riconosciuto a tutti i cittadini e tutte le cittadine che abbiano compiuto i 18 anni di età, è anche vero che se qualcuno vive per motivi di studio, lavoro o cura (senza dimenticare i caregiver) in un luogo diverso a quello della propria residenza non può esercitare il diritto di voto se non rientrando presso il comune di appartenenza. Un paradosso per il nostro Paese, che concede a chi vive all’estero per motivi di studio, lavoro o cura di poter votare, ma non se il domicilio è in un’altra regione e/o comune del territorio nazionale.

I dati relativi all’astensionismo sono in crescita in tutta Italia, in Valle d’Aosta la percentuale è lievitata alle ultime elezioni politiche del 2002 che ha registrato una percentuale del 39,41%, nel 2018 si era fermato al 27,72%.

Negli ultimi anni molti sono i movimenti che hanno lavorato a ottenere il risultato, dal comitato “iovotofuorisede” a quello “voto dove vivo”. Tante sono le richieste per consentire al maggior numero di persone di poter esprimere il proprio voto.

La proposta di legge presentata dal PD alla Camera (prima firmataria l’On. Madia) nell’ottobre 2022, seppure emendata, il 4 luglio 2023 è stata approvata alla Camera. Adesso però la stessa è giacente in Senato.

Grazie alla sinergia tra i consiglieri comunali del PD e i consiglieri regionali del PD Lombardia e Toscana, è stato presentato l’OdG votato all’unanimità che impegna il Presidente del Consiglio comunale di Aosta a interfacciarsi congiuntamente con il Presidente della Regione Renzo Testolin e la Senatrice Nicoletta Spelgatti affinché la proposta di legge “Disposizioni per l’esercizio del diritto di voto in comune diverso da quello di residenza, in caso di impedimenti per motivi di studio, lavoro o cura” arrivi alla conclusione dell’iter in Senato, consentendo l’esercizio del diritto di voto già dalle prossime elezioni europee nel mese di giugno 2024 al più alto numero possibile di elettori ed elettrici.

Comunicato Stampa: difendiamo la Resistenza

Negare la storia, riscriverla, modificarla sono i primi passi che ogni dittatura compie e ha compiuto in passato. Chi studia la storia sa quale sia il rischio in questi casi.

Sempre più spesso le destre del nostro Paese mettono in dubbio diritti e valori su cui l’Italia e la sua Costituzione si fondano. Abbiamo cercato e continuiamo a lottare affinché tutto ciò non venga messo in discussione. Negare la Resistenza o voler riscrivere la Resistenza implica una volontà di nascondere la storia che ha portato alla liberazione del nostro Paese dalla dittatura nazi-fascista. 

Mettere in discussione la figura di Emile Chanoux e il suo sacrificio per la Valle d’Aosta è inquietante e spaventa tutte e tutti noi del Partito Democratico. 

Durante il congresso di Fratelli d’Italia, Domenico Aloisi ha affermato proprio la volontà di riscrivere la storia della Resistenza in Valle d’Aosta, affermando inoltre, citando Almirante: “il fascismo fa parte della storia: qui nessuno di noi è fascista, così come nessuno di noi è antifascista”.

Purtroppo ci aspettavamo queste dichiarazioni anche in Valle D’Aosta e puntualmente sono arrivate. Senza remore e senza pudore in un pomeriggio qualunque Emile Chanoux diventa fascista, con approssimazione storica e revisionismo a piene mani. Il peggio del peggio. No cari Fratelli d’Italia, Emile Chanoux non era fascista, è stato ucciso dai fascisti, mentre è fascista invece chi crede di riscrivere la storia. Fatevene una ragione! Il vero problema siete voi che nel 2024 fate fatica a dirvi antifascisti. Un grande Paese come l’Italia non permetterà che questo modo di riabilitare una stagione orrenda fatta di negazioni e violenze abbia corso. 

In merito interviene anche la vicepresidente del Partito Democratico, l’On. Chiara Gribaudo: “Non è la prima volta che esponenti di FdI fanno questo tipo di dichiarazioni. Negare l’impegno della Resistenza di Emile Chanoux non vuol dire solo riscrivere la storia della Valle d’Aosta, ma di tutta la Regione alpina, visto che è dimostrato il suo impegno e il suo lavoro oltre i confini valdostani“.

Noi siamo tutte e tutti orgogliosamente antifascisti!

Comunicato stampa: Prospettiva Nord Ovest

L’incontro che si è tenuto venerdì 2 febbraio 2024 in Piemonte rappresenta il punto di partenza di una collaborazione fra i Gruppi Pd dei Consigli regionali delle regioni del Nord-Ovest con l’obiettivo di organizzare un’azione condivisa per costruire un’alternativa forte al centrodestra, a cominciare dalle prossime elezioni regionali che si svolgeranno a giugno in Piemonte. “Prospettiva Nord Ovest” si articolerà attraverso uno scambio di informazioni, idee, spunti, prioritariamente su alcuni temi: sanità pubblica, infrastrutture e trasporti, sviluppo economico e transizione ecologica. Porteremo avanti un lavoro condiviso che si concretizzerà nella presentazione di proposte di legge, mozioni e ordini del giorno comuni. Un’attività che si è già concretizzata con la presentazione delle proposte di legge al Parlamento per vincolare ad una percentuale non inferiore al 7,5% del Pil il finanziamento annuale del sistema sanitario nazionale.

Il confronto aperto tra i gruppi regionali del Partito Democratico è partito dal tema della sanità che deve essere necessariamente potenziata per superare le criticità che investono il sistema. Un primo passo di un’azione coordinata che in Liguria, Lombardia e Piemonte – rispettivamente con “La salute prima di tutto”, “Prima è salute” e “Stop liste d’attesa” – si è sviluppata con delle campagne e petizioni a tutela della sanità pubblica che hanno raccolto migliaia di firme e testimonianze di cittadini in difficoltà alle prese con il malgoverno della destra. Da oggi lavoreremo su diverse direttrici: potenziamento dell’organico attraverso una specifica pianificazione dell’assunzione di personale sanitario e amministrativo, tempistiche certe consentendo ai pazienti di ottenere esami e interventi in tempi adeguati, investimenti sulle strutture e sulla prevenzione. Lo faremo tenendo la barra dritta su due coordinate, da un lato non deve esistere disuguaglianza nella lotta alla malattia, dall’altro occorre coinvolgere attivamente chi vive e lavora quotidianamente il mondo della sanità. 

La Macro-regione del Nord-Ovest è una realtà interdipendente sotto il profilo infrastrutturale all’interno della quale porti, rete ferroviaria e terminali intermodali di entroterra costituiscono un fattore decisivo di competitività. È fondamentale portare a compimento le grandi opere: la Torino-Lione, il Terzo Valico, la soluzione dei problemi del Tunnel del Monte Bianco, il Tunnel di Tenda, l’Alta Velocità Torino-Genova, il Retroporto di Alessandria. Lo sviluppo economico pone molti problemi e richiede soluzioni tempestive. Stiamo vivendo un’onda lunga di crisi che colpiscono aziende e lavoratori e i dati economici italiani e internazionali non sono rassicuranti. Occorre una politica industriale seria che oggi manca e bisogna utilizzare nel miglior modo possibile i fondi europei. Se lavoro e sviluppo devono essere le grandi priorità politiche occorre una programmazione all’altezza: proprio alcuni degli aspetti più carenti delle amministrazioni di centrodestra che non hanno saputo ottimizzare le risorse e le opportunità legate al PNNR.

Ridurre le emissioni di CO2, puntare alla neutralità delle emissioni entro il 2050, salvare e tutelare la biodiversità e contrastare la povertà e le diseguaglianze devono essere obiettivi comuni a tutti i Paesi europei. Per raggiungerli è fondamentale smettere di vedere l’ecologismo come una questione di élite e puntare a prevedere misure strutturate per essere leve di contrasto alle diseguaglianze. È importante intervenire sul consumo indiscriminato di suolo, partire da un piano per la riqualificazione energetica dell’edilizia pubblica, rivedere il sistema di trasporto e mobilità, improntandolo sul potenziamento sia delle ferrovie regionali che del trasporto pubblico locale nelle città, concentrandosi su accessibilità, efficientamento ed elettrificazione.

“È necessario – commenta il Presidente del Gruppo Pd del Consiglio regionale del Piemonte Raffaele Gallo – guardare oltre i confini regionali e concepire una politica di più ampio respiro che, insieme a azioni mirate e condivise, proietti il Piemonte non solo nel contesto di una collaborazione con le Regioni del Nord Ovest, ma in un’ottica europea, sviluppando anche cooperazioni transfrontaliere. Tante sono le sfide che non possiamo permetterci di perdere: dalla difesa e dal rilancio della sanità pubblica a un corretto utilizzo dell’Intelligenza Artificiale, dalle connessioni interregionali e internazionali rese possibili grazie solo grazie ai grandi assi di trasporto che si stanno realizzando fino a una nuova politica per la difesa dell’ambiente votata alla transizione ecologica. L’azione comune consentirà di realizzare una strategia macroregionale e si tradurrà in atti importanti per i nostri territori e per i cittadini”.

Raffaele GALLO, Presidente del Gruppo Pd del Consiglio regionale del Piemonte

Luca GARIBALDI, Presidente del Gruppo Pd del Consiglio regionale della Liguria

Pierfrancesco MAJORINO, Presidente del Gruppo Pd del Consiglio regionale della Lombardia

Luca TONINO, Segretario regionale Pd Valle d’Aosta

Consiglio regionale: comunicato stampa gruppo FP-PD

Il gruppo FP-PD condanna fermamente quanto avvenuto durante la votazione della Presidenza del Corecom, nella seduta consiliare di oggi, giovedì 25 gennaio 2024.

«Purtroppo si è ripetuto quanto già accaduto circa un anno fa in occasione della votazione del Presidente Testolin – dicono i Consiglieri di FP-PD – Nel segreto dell’urna c’è chi decide vigliaccamente di affossare il candidato prescelto e c’è chi, volutamente spacciandosi per esponente di una certa sinistra, vota candidamente il candidato espressione del centro destra reputandolo forse più affine alle proprie idee. Dispiace infine che vengano coinvolte in determinate situazioni professionisti di indubbia qualità, estranei ai giochini della politica».

Consiglio regionale: Ambasciatori della legalità

Abbiamo partecipato all’evento organizzato dall’Ufficio di Presidenza del Consiglio Valle lo scorso 10 gennaio 2023 con il Prof. Nando Dalla Chiesa.

Il Presidente Alberto Bertin (gruppo FP-PD) ha portato avanti in questi anni un gran lavoro sulla legalità e sull’osservatorio antimafia della nostra regione.

Tra le attività anche una collaborazione con l’Università della Valle d’Aosta che ha portato alla realizzazione della prima edizione del progetto di educazione alla legalità che ha coinvolto studenti e studentesse del corso di scienze politiche che sono stati insigniti del titolo di “giovani ambasciatori della legalità”.

“È stato dimostrato che nella nostra comunità è presente una locale di ‘ndrangheta, per questo è necessaria una consapevolezza collettiva. Ognuno deve fare la sua parte per contrastare questo fenomeno, non solo le forze dell’ordine. I giovani ambasciatori per questo sono un punto di riferimento importante per la nostra regione” ha dichiarato il Presidente Bertin.

Educare alla legalità è così semplice come può sembrare? È la domanda che è stata posta a Dalla Chiesa.
La narrazione di negazione dei fenomeni mafiosi hanno contribuito a provocare dei disastri nel nostro Paese. Le cose si raccontano anche dicendo che non ci sono – ha affermato Dalla Chiesa – citando anche chi ha lottato per cambiare la narrazione, tra i quali Piersanti Mattarella. La Sicilia comprese perfettamente cosa significava quel delitto, e reagì con l’educazione alla legalità. Nacque proprio in quell’occasione una legge per finanziare la scuola antimafia. Una legge che nasce da un trauma.

Il messaggio è stato chiaro: la mafia è il nemico del futuro dei giovani.
L’educazione alla legalità non è una minaccia, ma la legalità deve essere una promessa per le future generazioni. I giovani devono sapere che ci saranno un giudice, una legge, che impediscano a chi delinque di fare ciò che vuole.

La scuola ha fatto la differenza per iniziare a cambiare la narrazione di negazione dei fenomeni mafiosi. Il movimento antimafia è nato proprio nella scuola, grazie al lavoro di molti insegnanti. Uno spirito di comunità che nasce all’interno della comunità scolastica.

Un altro messaggio chiaro emerso dal discorso di Nando Dalla Chiesa è l’importanza di pensare a un futuro che non preveda scorciatoie, che sia privo di raccomandazioni. È importante farcela con le proprie forze e le proprie fatiche.
La chiave della diffusione delle mafie al nord sta nel fatto che hanno trovato culture compatibili, non complici.
L’unico modo per contrastarla è impedirgli di trovare dei varchi. Una società che crede in certi valori non è compatibile col sistema mafioso, se attecchisce è perché quei valori sono deboli.
La raccomandazione non è mafia, ma è uno strumento importante della mafia. Perché la mafia entra negli enti pubblici con una raccomandazione. È un elemento di compatibilità. È una scorciatoia che consente di fare carriera senza meriti. Questo sistema consente di far attecchire i sistemi mafiosi perché trovano compatibilità.

Gli ambasciatori di legalità stanno mettendo in piedi un percorso di nuova narrazione fondamentale e importante, che consenta alle nuove generazioni di scardinare un sistema di illegalità.

Lettera del Segretario: autonomia differenziata

Straordinaria giornata e svolta epocale. Al netto della narrazione del Governo frutto di uno scandaloso baratto tra la Lega e Fratelli d’Italia (da una parte autonomia differenziata e dall’altra la riforma presidenzialista), l’approvazione del ddl per l’attuazione dell’autonomia differenziata rappresenta un reale pericolo per la tenuta del nostro Paese. Non si tratta di un voto qualsiasi ma la certificazione che d’ora in avanti esisteranno due Paesi. Ci saranno le regioni più forti, a fronte di una parte del Paese (il sud e le aree depresse) che resterà inesorabilmente indietro senza questa volta avere nessuna chances di riprendersi.

Sono assolutamente d’accordo quando la nostra Segretaria nazione dice “Proseguiremo la battaglia parlamentare alla Camera, ma serve una mobilitazione forte con tutte le forze politiche e sociali che insieme a noi provino a spiegare quali sarebbero gli effetti devastanti di questa riforma sull’autonomia”.

Lo dobbiamo fare perché è in ballo la tenuta dell’unità nazionale. Ovviamente non è un problema solo di forma ma un problema di sostanza. Un tema su tutti, quello della Sanità che dovrebbe essere garantita in egual misura ed efficienza su tutto il territorio nazionale. Già oggi i divari sul trattamento sanitario in questo Paese sono drammatici. Esistono fenomeni migratori per curarsi che dovrebbero indignare. Invece si prosegue su una strada che assegna alla regioni maggiori competenze, senza peraltro prevedere stanziamenti. Cosa succederà dunque, nelle regioni più ricche la sanità privata investirà massicciamente vista l’appetibilità del mercato sostituendo di fatto quella pubblica, in quelle più povere no acuendo un divario che già oggi esiste. L’Italia necessiterebbe di una politica redistributiva che tenga conto delle differenze del paese…si sta facendo esattamente il contrario.

Allora tocca a noi l’onere di spiegare, di indicare che questa è una strada pericolosa che spacca il Paese. Non si tratta di essere contro l’autonomia, ma di questa autonomia pasticciata che ci fa ricordare l’idea secessionista della vecchia Lega.

Giornata della Memoria, 27 gennaio

Perché ancora oggi serve la Giornata della Memoria? Proviamo a fare un esperimento… rigiriamo la domanda: perché non dovrebbe più servire? Perché viviamo in un mondo dove domina la pace?

Certo nella nostra Europa occidentale viviamo in pace da quasi 80 anni, peccato che i nostri media sono però pieni di notizie di conflitti, pensiamo all’Ucraina, a Gaza, allo Yemen o ai tanti luoghi che conoscono guerre di cui non ci arriva quasi notizia. Proviamo con un’altra domanda: gli esseri umani non si macchiano più del reato di genocidio? La risposta è purtroppo no!

In Darfur sta avvenendo un genocidio nel quasi completo silenzio del mondo occidentale: negli ultimi mesi ammazzati a migliaia perché di un’etnia diversa, addirittura 12.000 persone uccise in una sola città, tra i 7 e i 9 milioni di persone sfollate, ragazze che scappano e che subiscono violenze sessuali da parte di soldati con lo scopo di una pulizia etnica.

Ancora un’ultima domanda, infine, possiamo dire che l’antisemitismo è un ricordo del passato? A vedere le notizie sull’aumento dei casi di antisemitismo nel nostro paese e nel resto dell’Europa non sembra proprio. Le carneficine commesse da Hamas e Israele hanno innescato un’escalation di casi di odio religioso e razziale ai danni delle comunità ebraiche, oltre che di quelle mussulmane, in tutto il mondo. Non si tratta solo di leggende metropolitane che si trasformano in grandi complotti online che incolpano gli ebrei di ogni male, ma anche di episodi di violenza verbale, danneggiamento di proprietà privata fino ad aggressioni fisiche vere e proprie. Uno di questi casi mette i brividi: a Livorno, sono stati visti alcuni bambini che giocavano a calcio con la testa di un manichino con scritte antisemite. La sublimazione dell’odio che finisce per occupare un momento di gioco tra bambini in Italia negli anni ’20 del 2000.

Il 27 gennaio si celebrerà la Giornata della Memoria, e l’umanità sembra proprio avere ancora bisogno di ricordare quanto il male possa essere banale e presente nella quotidianità di tutti noi.

Forum delle Disabilità, diversità e fragilità: l’esperienza di inclusione del Comune di Aosta

Accessibilità Sabato 20 gennaio l’Universal Design è stato protagonista a Bologna al primo evento pubblico organizzato dal Forum Nazionale delle Disabilità, Diversità e Fragilità, presieduto da Elisa Bortolazzi e di cui Cecilia Lazzarotto è delegata per la Valle d’Aosta e l’istruzione.

Un’occasione per i ragazzi e le ragazze del Forum di presentare la propria proposta di legge sull’Universal Design redatta nei mesi scorsi e accolta dai parlamentari del Partito Democratico. Una società accessibile per e a tutti e tutte non è utopia per i membri del Forum, ma un sogno che si sta concretizzando. L’incontro, ancora disponibile online sulla pagina Facebook del Forum, ha visto contributi di molti ospiti che hanno sviscerato il grande tema dell’Universal Design in diversi tavoli, dall’ambiente ai diritti, alle amministrazioni e l’istruzione e cultura. Le esperienze dirette di sindaci che durante l’alluvione dell’Emilia Romagna hanno affrontato la grande problematica delle barriere architettoniche in caso di emergenza, in particolare quella di Lugo è stata raccontata dal sindaco Davide Ranalli.

Si è parlato di attività imprenditoriali con Marta Grelli che sta investendo sull’accessibilità turistica e ha sottolineato come l’universal design non debba essere un tema associato solo al terzo settore. L’esperienza della consigliera di Livorno che ha portato anche la sua esperienza personale di caregiver; come l’accessibilità possa diventare arte, lo ha spiegato il fotografo Gabriele Fiolo. Tra le esperienze territoriali anche quella del comune di Aosta presentata dal Sindaco Gianni Nuti, che con il Café du Théatre darà il via a un progetto di inclusione lavorativa per persone con disabilità. Il tema della vita indipendente è stato sottolineato anche dalla consigliera regionale della Lombardia Roberta Vallacchi.

Molti gli interventi di parlamentari e della segreteria nazionale: Irene Manzi, Annalisa Corrado, Virginio Merola, Marco Furfaro, Iacopo Melio, Stefano Vaccari, Brando Benifei, Ilenia Malavasi, Gianni Cuperlo.

“Una società sana non lascia indietro nessuno e nessuna” ha ricordato Marco Furfaro.

“Voi da qui costruite la spinta dal basso. Voi presentate una legge giusta, che noi sosterremo” ha incalzato Gianni Cuperlo.

Non è stato che l’inizio di un percorso che proseguirà nei prossimi mesi in molte regioni italiane.

PD VdA, CS: il Ministro dei trasporti mette a rischio la Valle d’Aosta

“Una gestione scellerata del sistema viario italiano che ancora una volta dimostra l’inefficienza del Ministro Matteo Salvini che, oltre a dedicarsi alle note scene folkloristiche, dovrebbe occuparsi anche delle deleghe che ricopre” commenta il PDVdA.

Già solo l’idea che si potesse chiudere l’autostrada tra Ivrea e Scarmagno per i mezzi con massa superiore alle 19 tonnellate è stata un’indecenza che ha gravato e ha creato un clima di incertezza su tutta la Regione Valle d’Aosta e alcuni comuni del Canavese. Ora si trovi subito una soluzione definitiva e si porti rispetto per un territorio che ha bisogno di certezze sul tema dei trasporti. Non è ammissibile che un’ipotesi così grave come la chiusura, la si sappia dagli organi di stampa. Non è ammissibile che gli stretti collaboratori dei Ministri italiani rappresentanti della comunità valdostana non siano intervenuti e non abbiano fatto nulla per evitare la chiusura, scongiurata momentaneamente dal Prefetto di Torino e dalle forze dell’ordine.

Di fronte ad una ferrovia chiusa per tre anni, la chiusura di tre mesi all’anno del tunnel del Monte Bianco per i prossimi 20 anni, della chiusura in molti weekend del traforo del Gran-San-Bernardo, alle note difficoltà sulla direttrice del Frejus, non è più possibile rinviare un ragionamento complessivo a tutela dell’economia e della dignità di questa Regione.

Il famigerato rapporto tra eletti del centro destra locali, che hanno anche occupato in massa innumerevoli CdA, in questi giorni, ribadiamo, si è concretizzato in un imbarazzante silenzio o in fievoli raccomandazioni a tutela della nostra regione dimostrando l’assoluta inadeguatezza. Non bastano le sfilate elettorali ci vuole senso di responsabilità ed una classe politica adeguata.